Paradise Valley
Piscine naturali scavate nella roccia, a quaranta minuti in montagna. Ci andiamo il mercoledì, tutti insieme.
La destinazione
Tra Agadir e Taghazout, un piccolo villaggio bianco sopra la spiaggia: onde tutto l’anno, l’Atlante subito dietro, e ancora poca gente.
30,511° N · 9,678° O
Taghazout si è presa la fama, Tamraght si è tenuta la calma. Dormi a cinque minuti dalla spiaggia, mangi dove mangia la gente del posto, e tutta la baia è il tuo parco giochi.
Gli spot
Otto spot, dalla prima schiuma alle lunghe destre.
La spiaggia del villaggio. Fondo di sabbia, onde lunghe e gentili: è qui che si impara.
Appena a nord. Un po' più di potenza, picchi ben definiti. Il primo vero salto.
Una destra che scorre lungo le rocce. Tecnica, appagante.
Il beach break di Taghazout, proprio davanti ai caffè. Picchi mutevoli che si leggono dalla terrazza.
La leggenda di Taghazout. Una destra che nei giorni buoni può correre 500 metri.
Deve il nome alle orche avvistate al largo. Una destra lunga e veloce che regge le mareggiate più grosse.
La caldaia di un vecchio relitto segna il take-off. Corta, potente, per surfisti esperti.
A un'ora lungo la costa. L'onda più lunga del Marocco. Ci andiamo in gita.
Quando venire
Sole quasi tutto l’anno, aria tra 20 e 27 gradi, acqua tra 17 e 22. Quello che cambia è lo swell.
Quando non fai surf
Piscine naturali scavate nella roccia, a quaranta minuti in montagna. Ci andiamo il mercoledì, tutti insieme.
Gli archi rossi, la spiaggia selvaggia e una vecchia città spagnola in mezzo al nulla. Una giornata intera.
La funivia sale sopra Agadir. I cammelli in basso, e tutta la baia che si accende al tramonto.
Quello vero, quello di quartiere. Sapone nero, rhassoul, e un'ora in cui non pensi a niente.
Come arrivare
Tre viaggi, un villaggio, e l’oceano in fondo alla strada.